Sace simula l’impatto dell’AI sull’economia tenendo conto del tasso di adozione e stima una crescita annuale fino all’1,5%. Gli effetti più dirompenti nel settore dell’agricoltura. Ma il ritmo di implementazione dovrà fare i conti con costi, barriere normative e competenze. Report Aws: stipendi più alti del 30% con le AI skill

Nelle economie che abbracciano pienamente l’intelligenza artificiale sono attesi incrementi annuali di produttività nell’ordine dell’1,5% per circa 10-20 anni; se si ipotizza che l’Ai sia implementata da circa un terzo dell’economia con un incremento di produttività del 20%, l’impatto sulla produttività di tutta quell’economia sarà di una crescita dell’1,3% annuo per i primi cinque anni e dello 0,6% nei primi dieci. È quanto si legge nello studio di Sace “Where to Export Map 2024”, realizzato in collaborazione con Fondazione Enel.

Il report del gruppo assicurativo-finanziario italiano controllato dal Mef è un’analisi a tutto tondo dei rischi e delle opportunità per le imprese, in particolare le pmi, di fronte agli effetti economici dei cambiamenti climatici, ai possibili impatti delle instabilità geopolitiche e dell’andamento dei tassi di interesse. Lo studio traccia i trend del commercio internazionale e degli investimenti diretti esteri e suggerisce i principali mercati dove le imprese italiane possono cogliere le maggiori opportunità. In questo contesto, si inserisce l’innovazione tecnologica, con l’Ai in testa, che sostiene le imprese nella gestione dei rischi e nella costruzione di un nuovo vantaggio competitivo.

Il ritmo di implementazione dell’Ai dipende, però, chiarisce Sace, da numerosi fattori, sia tecnologici che economici o normativi, ma molto è legato alle competenze: cruciali sono la formazione della forza lavoro e i cambiamenti organizzativi e di processo che permettano di sfruttare appieno gli investimenti di capitale che ne derivano.

Fonte “Corrierecomunicazioni.it” del 14/03/2024