I Paesi firmatari dovranno garantire diritti umani, rule of law e democrazia
Un sistema di whistleblowing per “svelare” i progetti di intelligenza artificiale, sia di natura privata che pubblica, che non corrispondono ai principi di tutela e garanzia di democrazia, rule of law o diritti umani. Sandbox regolatorie e tutela del principio della separazione di poteri tramite rinnovati meccanismi di pesi e contrappesi, per fare in modo che lo sviluppo dei sistemi di AI sia veramente sicuro, produttivo e fair.
Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha approvato venerdì scorso il testo della Convenzione sulla intelligenza artificiale; un trattato, primo nel suo genere, che dovrebbe assicurare che la diffusione dell’intelligenza artificiale rispetti le norme giuridiche del Consiglio d’Europa in materia di diritti umani, democrazia e Stato di diritto.
L’ambito di applicazione della convenzione riguarda le attività tipiche nell’ambito del ciclo di vita dei sistemi di intelligenza artificiale, attività poste in essere da autorità pubbliche (o da attori privati che agiscono per loro conto) che possono interferire con i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto.
L’approvazione da parte del Comitato avviene a distanza di due mesi dalla approvazione del testo da parte della Commissione Intelligenza artificiale (CAI) istituita in seno al Consiglio d’Europa e a un mese dall’approvazione da parte del Parlamento Coe (qui l’Opinion: Draft Framework Convention on Artificial Intelligence, Human Rights, Democracy and the Rule of Law), nella sessione del 17 maggio scorso.
Dopo l’approvazione da parte del Comitato dei ministri, il trattato sarà aperto alla firma dei governi nazionali.