Adesioni da parte di big company e pmi: dall’IT alle Tlc, dalla sanità alle banche, dall’automotive all’aeronautica. È il primo step per applicare i principi del Regolamento sull’AI prima della sua entrata in vigore e migliorare il coinvolgimento di tutti gli stakeholder. Determinante la mappatura dei sistemi ad alto rischio

Sono oltre un centinaio le aziende che hanno già firmato il Patto Ue sull’intelligenza artificiale e dei suoi impegni volontari. Lo ha annunciato la stessa Commissione europea, precisando che tra i firmatari figurano multinazionali e piccole e medie imprese europee di diversi settori, tra cui informatica, telecomunicazioni, sanità, banche, industria automobilistica e aeronautica. Per l’Italia, in particolare, spicca Tim.

Il Patto promuove e sostiene le iniziative dei diversi settori industriali volte ad applicare i principi della legge sull’intelligenza artificiale prima della sua entrata in vigore e rafforza l’impegno tra l’Ufficio dell’Ue per l’intelligenza artificiale e tutte le parti interessate, tra cui il comparto economico, la società civile e il mondo accademico.

Sono tre gli ambiti di azione fondamentali a cui sono chiamati tutti i soggetti coinvolti:

  • Strategia di governance dell’AI per promuovere l’adozione della tecnologia nell’organizzazione e lavorare per la futura conformità alla legge sull’AI.
  • Mappatura dei sistemi di AI ad alto rischio nell’ottica di identificare i sistemi che potrebbero essere classificati come ad alto rischio ai sensi della legge sull’AI.
  • Alfabetizzazione e consapevolezza dell’AI tra il personale, garantendo uno sviluppo etico e responsabile della tecnologia.

Fonte “Corrierecomunicazioni.it” del 26/09/2024