È quanto emerge da un’indagine di Cloudera secondo cui solo il 19% delle imprese ha adottato architetture di data lakehouse. Un dato preoccupante che rischia di frenare l’adozione della tecnologia. Non solo: il 53% è preoccupato per la sicurezza e l’affidabilità dei dati, il 45% per i crescenti costi di gestione e il 44% per i problemi di conformità e governance

In Italia si fa sempre più diffusa l’adozione dell’AI: il 98% delle grandi imprese è già a bordo, ben oltre il tasso di adozione globale dell’88%. Questo entusiasmo è alimentato dal desiderio di aumentare l’efficienza operativa (al primo posto tra i motivi di adozione dell’AI) e di migliorare il processo decisionale (al secondo posto).

Tuttavia, l’entusiasmo delle imprese verso l’AI è mitigato da ostacoli significativi nell’infrastruttura e nella cultura dei dati. Solo il 19% delle aziende italiane, infatti, ha adottato architetture di data lakehouse, nonostante i potenziali vantaggi come il miglioramento dell’efficienza operativa (citato dal 25% di coloro che utilizzano i data lakehouse) e l’accesso ai dati non strutturati (21%). Questo basso tasso di adozione è preoccupante se si considera che il 50% delle aziende cita la mancanza di un’adeguata infrastruttura di dati come ostacolo principale a un’ulteriore adozione dell’AI. Inoltre, il 53% è preoccupato per la sicurezza e l’affidabilità dei dati, il 45% per i crescenti costi di gestione dei dati e il 44% per i problemi di conformità e governance.

Fonte “Corrierecomunicazioni.it” del 25/10/2024