L’automazione accelera le operazioni e riduce costi e rischi. Ma per orchestrare la trasformazione le telco devono affrontare sfide crescenti come la necessità di architetture cloud ibride capaci di gestire enormi volumi di dati in tempo reale.

Le infrastrutture stanno affrontando una trasformazione profonda ed evolvendo a cuore pulsante dell’economia digitale. Lo sviluppo delle reti 5G e in fibra ottica, l’avanzare dell’edge computing, la nuova rivoluzione industriale guidata dall’intelligenza artificiale e da altre tecnologie dirompenti come la tecnologia quantistica: al centro di tutte queste trasformazioni c’è la rete. Una infrastruttura abilitante che deve essere pervasiva, scalabile e resiliente, in grado di garantire le prestazioni richieste dalle nuove applicazioni ed i livelli di sicurezza e affidabilità oggi indispensabili.

Per orchestrare questa trasformazione, le telco devono affrontare nuove sfide legate alla crescente complessità delle reti e alla necessità di architetture cloud ibride capaci di gestire enormi volumi di dati in tempo reale.

Infatti, le reti di nuova generazione, le reti programmabili “software defined”, stanno raggiungendo un livello di complessità così elevato che, dalla loro creazione, poi l’esercizio e la manutenzione richiedono un elevato livello di automazione ed ottimizzazione, che deve essere intrinseco ai sistemi. L’automazione accelera le operazioni e riduce i costi ed i rischi; l’observability garantisce visibilità completa, prevenendo problemi e migliorando la qualità del servizio.

Fonte “Corrierecomunicazioni.it” del 02/12/2024