L’AI, integrata in una strategia data-driven, può trasformare dal profondo il settore delle telecomunicazioni, garantendo ottimizzazione, nuove fonti di ricavo e governance sicura. L’analisi di Massimo Chiriatti, Chief Technology and Innovation Officer, Infrastructure Solutions Group, Italy, Lenovo

Con qualsiasi tecnologia possiamo fare di più, risparmiare di più, ma soprattutto fare qualcosa di nuovo. 

Con l’intelligenza artificiale (AI), in particolare, per raggiungere questo obiettivo, è necessario allontanare sia chi la descrive come un rischio esistenziale, sia chi la propone come soluzione universale ai problemi delle imprese, soprattutto nel settore delle telecomunicazioni, che affronta sfide competitive globali e regolamentazioni stringenti.

L’AI non è uno strumento autonomo, ma una disciplina basata sui dati, che deve essere integrata profondamente nei processi aziendali e nelle infrastrutture esistenti.

Nell’era data-driven, la strategia di una compagnia di telecomunicazioni si basa su una profonda trasformazione organizzativa, dalla gestione operativa alla definizione del modello di business, con il dato al centro di ogni decisione e iniziativa.

Questo processo inizia con la raccolta e l’integrazione di informazioni provenienti da fonti molteplici: dati generati dalla rete, interazioni con i clienti, operazioni interne e informazioni di mercato. La centralizzazione di tali dati è fondamentale per analizzarli a fondo e trasformarli in asset strategici.

Fonte “Corrierecomunicazioni.it” del 15/04/2025