Negli Usa Dominion Energy propone una nuova classe tariffaria per evitare che siano i clienti residenziali e le piccole imprese a pagare il prezzo dell’espansione degli hyperscaler. Una dinamica che potrebbe presto riguardare anche l’Europa, dove la crescita degli hub accelera e il dibattito sui costi energetici, e non solo, si fa sempre più urgente

I data center rappresentano una sfida sempre più urgente sul fronte della sostenibilità energetica.

In un contesto globale segnato dalla crescita esponenziale della domanda di elaborazione dati, alimentata da tecnologie come l’intelligenza artificiale, il 5G, il cloud computing e l’Internet of Things, il consumo energetico dei data center è sotto i riflettori.

Negli Stati Uniti, il tema è arrivato al centro del dibattito pubblico e regolatorio con una proposta che potrebbe segnare un punto di svolta. Dominion Energy, una delle principali utility elettriche della Virginia, ha presentato alla commissione per l’energia dello Stato un piano per istituire una nuova classe tariffaria — la GS-5 — specificamente pensata per i clienti con un consumo superiore a 25 MW, cioè per i data center.

L’obiettivo è chiaro: evitare che i clienti residenziali e le piccole imprese si facciano carico, attraverso bollette maggiorate, dei costi infrastrutturali necessari a soddisfare la domanda crescente delle big tech.

Fonte “Corrierecomunicazioni.it” del 16/05/2025