Capgemini stila la lista delle azioni per efficientare la ricerca e spingere le terapie innovative. Utilizzo dell’intelligenza artificiale, digitalizzazione dei processi e diffusione delle e-skill le priorità
Digitalizzazione, utilizzo dell’AI, miglioramento dei processi e creazione di competenze e cultura adatte alla trasformazione degli ambienti sperimentali.
Sono questi i driver attraverso i quali le organizzazioni farmaceutiche stanno riconfigurando il loro approccio alla struttura e alle attività dei propri laboratori.
A dirlo è l’ultimo report del Capgemini Research Institute, intitolato “Building the next-gen pharma lab: Digitally connected, environmentally sustainable”, che esplora l’attuale livello di trasformazione dei laboratori farmaceutici, le sfide da superare e i benefici attesi dalla realizzazione di laboratori all’avanguardia.
Secondo il report, la necessità di accelerare i tempi di produzione è alla base del cambiamento, con la maggior parte (92%) delle aziende farmaceutiche che indica questo aspetto come uno dei principali fattori che le spinge verso laboratori di nuova generazione.
Più nello specifico, i principali fattori che spingono alla trasformazione dei laboratori sono la necessità di sviluppare più rapidamente farmaci innovativi, l’esigenza di ottimizzare i costi e quella di migliorare i tassi di approvazione dei farmaci.
Di conseguenza, le aziende farmaceutiche cercano di creare laboratori più agili, efficienti, collaborativi e sostenibili per affrontare meglio queste sfide e favorire gli avanzamenti nella ricerca scientifica.