È quanto emerge dal Digital Economy Report secondo cui il consumo di elettricità di sole 13 società vale 460 TWh, più di quello di un Paese come la Francia. Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta in testa alla classifica. E secondo l’Agenzia Internazionale dell’energia, da qui al 2026 si balzerà a 1.000 TWh per effetto dell’intelligenza artificiale. In Italia Sherif Rizkalla nuovo Presidente dell’associazione Ida
La crescita dell’economia digitale sta avendo ripercussioni “sempre più gravi” sull’ambiente, dal consumo di acqua ed elettricità da parte dei data center all’esaurimento delle materie prime. L’allarme arriva direttamente dall’Onu, che nel Digital Economy Report evidenzia l’impatto della rapidissima diffusione a livello globale delle infrastrutture su cui si reggono i servizi di nuova generazione, a partire da quelli costruiti sull’AI.
Secondo il rapporto, il consumo stimato di elettricità da parte di 13 dei maggiori operatori di data center è più che raddoppiato tra il 2018 e il 2022; tra i maggiori contributori ci sono Amazon, Alphabet, Microsoft e Meta. Secondo l’Aie, nel 2022, a livello globale, il consumo di elettricità per i data center ammontava a circa 460 TWh, una cifra che potrebbe più che raddoppiare fino a 1.000 TWh entro il 2026. A titolo di confronto, il consumo totale di elettricità in Francia è stato di circa 459 TWh nel 2022.
In alcuni Paesi, d’altra parte, la continua crescita dei data center ha messo a dura prova la rete elettrica locale. In Irlanda, l’utilizzo di elettricità da parte dei data center è più che quadruplicato tra il 2015 e il 2022, rappresentando il 18% del consumo totale di elettricità nel 2022. Le proiezioni indicano che tale percentuale potrebbe raggiungere il 28% entro il 2031.