È quanto emerge da un report del Capgemini Research Institute. Il 60% delle organizzazioni ritiene fondamentale aumentare il budget destinato alla cybersecurity per rafforzare le difese. Secondo uno studio di Deloitte la diffusione dei deepfake è in vetta alle preoccupazioni degli italiani, a seguire aumento della disinformazione, uso illegale e manipolazione dei dati personali
Non solo luci, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa porta con sé anche qualche ombra. A partire dalle perdite finanziare fino alla diffusione di deep fake fino al tema, cruciale per uno sviluppo sostenibile della tecnologia, delle competenze e della conoscenza sia sul fronte business sia su quello consumer. A delineare i rischi connessi alla GenAI due studi, uno dei Capgemini e uno di Deloitte.
Il nuovo report “New defenses, new threats: What AI and Gen AI bring to cybersecurity” evidenzia che sebbene stiano emergendo nuovi rischi in materia di cybersecurity, derivanti dalla proliferazione dell’AI e dell’AI generativa (Gen AI), queste tecnologie rappresentano un cambiamento trasformativo nel rafforzamento delle strategie di cyber-difesa a lungo termine che consentono di anticipare, rilevare e rispondere alle minacce. Due terzi delle organizzazioni considerano ormai prioritaria l’AI nelle loro operazioni di sicurezza.
Però se da un lato l’AI è considerata dalle organizzazioni una tecnologia strategica per il rafforzamento delle proprie strategie di sicurezza, dall’altro la crescente adozione della Gen AI comporta una maggiore vulnerabilità.